• Martina

Essere un fiore, è profonda responsabilità*

Per diversi anni ho comprato fiori per la casa, al mercato, dai venditori su strada o in negozi di fiori, ma solo quando ho iniziato questo viaggio nel mondo del commercio di fiori, è iniziata anche una ricerca più approfondita sulla loro stagione e provenienza.


Avete mai provato ad annusare quelle rose che compriamo anche solo per gioco durante una serata di novembre? Non profumano, vero?

Probabilmente provengono dal Kenya e sono state raccolte quasi un mese prima da lavoratori senza diritti, dopo essere state coltivate in un territorio arido e utilizzando acqua preziosa per la popolazione locale, messe in celle con temperatura intorno allo zero e magari imbevute in pesticidi per preservarle durante il lungo viaggio via nave che le ha portate ad Amsterdam da dove dopo essere state vendute in asta sono partite via terra per arrivare a Milano.


Quello delle rose è l'esempio più eclatante, perchè oltre ad essere il fiore più venduto racchiude un significato simbolico per cui ci si aspetta di trovarle disponibili 365 giorni all'anno. In Italia per esempio sbocciano solamente nei mesi più caldi, mentre nei Paesi a sud del mondo possono essere coltivate in serre riscaldate e a basso costo, tutto l'anno.



Nel 2008, Amy Stewart con il libro Flower Confidential, è stata paladina nel sollevare il problema della coltivazione intensiva di fiori provenienti da Paesi in via di sviluppo, per cui vengono utilizzati numerose sostanze chimiche, illegali nei Paesi in cui vengono poi esportati.


Da qui è nato il movimento Slow Flowers, per promuovere una maggiore consapevolezza sulla sostenibilità dei fiori che mettiamo sulle tavole o nei salotti, che non devono essere trattati con meno attenzione solamente perchè non li mangiamo.


Esattamente come esiste la frutta biologica, esistono infatti anche i fiori organici, coltivati secondo parametri di sostenibilità e attenzione per l'ambiente. Numerose flower farm in Sud America sono state certificate anche a livello europeo per la loro sostenibilità, ma una volta raccolti questi fiori fanno comunque un lungo viaggio, che passa per Miami e le aste di Amsterdam.


E' ancora possibile comprare fiori locali e di stagione?

In Italia accanto a floricoltori tradizionali che ci garantiscono prodotti freschi e di stagione stanno nascendo dei poli di eccellenza per la coltivazione di fiori rari o che non vengono proposti sul mercato internazionale perchè fragili durante il trasporto, trainati da una cultura sempre più consapevole riguardo l'impatto ambientale dei prodotti che ci entrano nelle case.


Nelle Slow Flower Farm troviamo affascinanti narcisi tripli, maestose fritillaria, tulipani che profumano di miele e rami fioriti, che ci portano in città quel fascino senza tempo dei fiori raccolti nei giardini di campagna.

E allora da questa settimana, accanto ai nostri RAW con ingredienti eccellenti e sostenibili provenienti da floricoltori europei, potrete trovare gli 'slow RAW', mazzi composti (per almeno l'80% i RAW Bouquet e per il 100% i RAW Petit) da fiori e verde locali e organici provenienti dalle Slow Flowers Farm del nord Italia, coltivati secondo il ritmo della natura, senza utilizzare concimi o pesticidi chimici e raccolti al momento dell'ordine.


Cerca il simbolo 'slow RAW' all'interno delle nostre proposte Bouquet e Petit e regala o regalati un giardino fiorito. Ogni bouquet è accompagnato da un'etichetta con la data di raccolta dei gambi.



*Citazione di Emily Dickinson


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